Gli abbonamenti digitali restano un motore di trasformazione per la stampa locale

Intervista ad Alessandro Massi, CEO di qiota by opper, partner del Festival de l’info locale 2025

In occasione del Festival de l’info locale 2025, appuntamento di riferimento per l’innovazione nel giornalismo territoriale e digitale, Alessandro Massi, CEO di qiota by opper, ha condiviso in un’intervista la sua visione sull’evoluzione del mercato degli abbonamenti digitali e sul ruolo strategico della tecnologia nella trasformazione della stampa locale.

Di seguito riportiamo i passaggi più significativi dell’intervista:

Qual è la situazione attuale degli abbonamenti digitali?

“Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una stabilizzazione delle curve di acquisizione e ad un miglioramento nel controllo del churn rate. Questo segnale di maturità è il risultato di un approccio più evoluto alla user experience (UX) e alla personalizzazione dei percorsi di conversione. Gli editori investono in contenuti ad alto valore e in interfacce frictionless per facilitare la sottoscrizione.

In Francia, la stampa quotidiana regionale sta accelerando grazie a strategie data-driven, mentre i Paesi nordici e la Germania continuano a essere modelli di riferimento per la strutturazione delle offerte editoriali e la gestione dei modelli di business subscription-based”.

Quali sono le tendenze chiave nel 2025?

“L’ascesa dei bundle (contenuti + newsletter + eventi), che rafforzano il valore percepito dai lettori. La fidelizzazione sta diventando centrale, con scenari automatizzati più raffinati (segmentazione comportamentale, raccomandazioni personalizzate). Ma il 2025 segna soprattutto l’arrivo concreto dell’AI generativa: bot editoriali, newsletter automatizzate, assistenti virtuali… Queste applicazioni mettono in discussione il ruolo del giornalista e la qualità della relazione con il lettore.

Altri due sviluppi significativi sono:

  • i paywall dinamici, che adattano l’accesso in funzione del profilo e del comportamento;
  • la flessibilità tariffaria, con l’emergere di modelli a contributo libero o di abbonamenti personalizzati”.

Scraping e AI: minaccia o opportunità per una nuova economia dei contenuti?

“Il monitoraggio dei bot di intelligenza artificiale che effettuano operazioni di scraping e l’implementazione di un vero e proprio “paywall back-end” rappresentano oggi priorità strategiche per gli editori digitali. Si tratta di misure fondamentali per affrontare sfide economiche, legali, concorrenziali ed editoriali.

In primo luogo, l’obiettivo è proteggere il modello di business basato sugli abbonamenti. Lo scraping consente a soggetti terzi, spesso non autorizzati, di accedere a contenuti riservati agli abbonati, aggirando le barriere paywall. Questo fenomeno comporta perdite significative di ricavi, sia sul fronte della conversione che su quello della pubblicità digitale.

Allo stesso tempo, il monitoraggio delle attività automatizzate può aprire la strada a nuove opportunità di monetizzazione, ad esempio tramite accordi di licensing. Regolando l’accesso ai contenuti attraverso un’infrastruttura tecnica robusta, gli editori possono controllare la distribuzione dei propri articoli e negoziare utilizzi autorizzati e contrattualizzati, anche con piattaforme o aggregatori di contenuti, trasformando così un rischio in una leva commerciale”.