Dal modello pubblicitario al paywall: tre consigli pratici

L’informazione è ormai diventata una risorsa facilmente accessibile a chiunque ma il modello di business basato sulla pubblicità sta mostrando i suoi limiti. Di conseguenza, gli editori, per garantire la loro sostenibilità economica e mantenere la qualità del giornalismo, stanno sempre più spesso ricorrendo all’implementazione di paywall. Tuttavia, passare da un modello di ricavo basato sulla pubblicità a uno basato sui lettori può essere una sfida significativa per gli editori, specialmente per coloro che hanno offerto i loro contenuti online gratuitamente per anni.

L’adozione di un paywall non è un percorso semplice. La perdita di lettori occasionali, la possibile riduzione del traffico web e la difficoltà di acquisire nuovi abbonati sono solo alcune delle sfide che gli editori devono affrontare. Per superare questi ostacoli e assicurarsi che il paywall diventi una fonte di entrate stabile e duratura, è necessario un piano ben definito che coinvolga l’intera struttura aziendale e che metta in risalto il valore del prodotto offerto.

Dunque, cosa è importante fare prima di mettere i contenuti editoriali dietro un paywall?

Secondo un rapporto del Reuters Institute, ci sono tre step da seguire.

1. Coinvolgi tutta l’azienda nel progetto

Il primo passo è coinvolgere tutta l’azienda nel progetto del paywall. Questo significa far lavorare insieme persone di diversi settori: editoria, tecnologia, marketing e prodotto. È importante che tutti collaborino e comprendano il loro ruolo nel successo del paywall. Una comunicazione chiara e obiettivi condivisi sono fondamentali per garantire che tutti siano allineati e lavorino in sinergia.

2. Racconta la storia della tua azienda

Il secondo passo è saper raccontare bene la storia della tua azienda: chi sei, quale è il tuo prodotto e perché è importante. Questo messaggio deve essere ben pensato e deve riflettere la missione, la proprietà e la storia della tua organizzazione. Un esempio da seguire è quello di The Guardian, che nei messaggi alla fine dei suoi articoli spiega in modo chiaro e personale perché i lettori dovrebbero sostenere il loro lavoro. Questo tipo di comunicazione aiuta a costruire fiducia e a spiegare il motivo del paywall.

3. Investi il più possibile nel tuo prodotto digitale

Il terzo passo è investire il più possibile nel prodotto digitale. Oggi, il pubblico si aspetta un’esperienza utente eccellente, con audio di alta qualità e pagamenti semplici. Non basta pubblicare online il prodotto cartaceo ma bisogna offrire qualcosa in più. Adattare la tua offerta alle esigenze dei clienti più fedeli (e di quelli potenziali) è essenziale. Questo richiede l’uso dei dati per capire cosa vogliono i lettori, poiché la qualità significa cose diverse per persone diverse. Ogni canale e genere richiede un approccio specifico e competenze diverse.

Conclusione

I tre suggerimenti che vi abbiamo appena presentato sono la base per implementare un paywall. Tuttavia, per avere successo a lungo termine, è essenziale capire cosa si aspettano i tuoi lettori e costruire una relazione solida con loro. Adatta i tuoi contenuti alle loro esigenze con edizioni limitate, podcast o newsletter. Usa i dati per definire come e quando coinvolgere i lettori. Trova il modello di ricavi giusto per te, che sia freemium o paywall a consumo, e abbi pazienza: non aspettarti risultati immediati, questa transizione richiede tempo. Infine, sperimenta senza paura. Non esistono soluzioni valide per tutti, ma con un approccio flessibile e orientato ai dati, potrai avere successo e mantenere un giornalismo di qualità per cui valga la pena pagare.

FONTI: Making readers pay – Reuters Institute Digital News Report