Nell’era digitale, l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) nell’editoria offre strumenti preziosi che possono migliorare significativamente l’efficienza e la pertinenza dei contenuti. Come tutti sappiamo, l’intelligenza artificiale presenta infinite potenzialità ma allo stesso tempo mostra anche numerosi limiti. In particolare, l’uso dell’AI solleva questioni complesse relative alla fiducia e all’autenticità, due pilastri chiave del giornalismo di qualità. È in questo contesto che i paywall assumono un ruolo cruciale, fungendo da baluardo nella protezione del valore del contenuto editoriale autentico e ben curato.
Intelligenza Artificiale: rischi e vantaggi
L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il modo in cui operano le redazioni, migliorando e semplificando numerosi processi. Un sondaggio condotto dal Reuters Institute ha rivelato che le attività più comunemente delegate all’AI nelle redazioni sono i processi di automazione back-end (56%), come la trascrizione e la correzione di bozze. Seguono poi sistemi di raccomandazione (37%), la creazione di contenuti sotto supervisione umana (28%) e scopi commerciali (27%). Infine, tra le attività meno affidate all’IA troviamo la programmazione (25%) e la raccolta di notizie (22%).

Nonostante l’intelligenza artificiale sembri ormai capace di eseguire una vasta gamma di operazioni, è fondamentale resistere alla tentazione di affidarle completamente i nostri compiti senza alcuna preoccupazione. Le attività delegate all’AI dovrebbero essere viste come un supporto al lavoro umano poiché presentano un margine di rischio. Secondo uno studio del Reuters Institute, il rischio reputazionale più elevato è associato alla produzione di contenuti (56%). Non sono pochi i casi di articoli pubblicati con degli errori. Tra questi, nel 2023, si è riscontrato che degli articoli generati automaticamente da CNET presentavano numerosi errori e carenze informative.

Utilizzando l’intelligenza artificiale, è possibile trarre ispirazione e ottenere suggerimenti per perfezionare i propri contenuti ma allo stesso tempo è necessario mantenere il controllo editoriale su ciò che scrivi. L’elemento umano rimane dunque essenziale nel processo creativo poiché il giornalismo autentico necessita di analisi critica ed empatia, qualità uniche dell’essere umano, cruciali per stabilire un legame con il pubblico. Al contrario, un impiego eccessivo dell’AI nella creazione di contenuti può essere rischioso e minare la credibilità dei tuoi lavori. Ed Roussel, responsabile digitale di The Times e The Sunday Times, sostiene che l’uso più efficace dell’AI in ambito redazionale è l’automazione di compiti ripetitivi, come l’inserimento di tag SEO. Egli inoltre ribadisce che l’AI non può sostituire il giornalismo d’inchiesta, che deve restare prerogativa dei reporter.
Paywall: protezione del giornalismo di qualità
In questo mercato inondato di disinformazione e contenuti di bassa qualità, i paywall rappresentano uno strumento essenziale per gli editori per garantire che il giornalismo di qualità sia non solo riconosciuto ma anche remunerato adeguatamente. Contrariamente a quanto alcuni possano temere, i paywall non scoraggiano i lettori, ma piuttosto incentivano la produzione di articoli di alta qualità creando una nicchia di mercato dedicata a un pubblico informato e impegnato.
La soluzione qiota
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