Cookie Wall: tutto quello che bisogna sapere

Nell’attuale panorama digitale, la protezione della privacy online è diventata una questione centrale, catalizzando l’attenzione degli utenti, degli sviluppatori web e dei legislatori. Al centro di questo dibattito troviamo il “cookie wall“, una pratica controversa che solleva interrogativi sul rispetto dei principi di privacy e sulla conformità con le normative vigenti, in particolare con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

Cookie wall vs Cookie banner

Il cookie wall è una barriera che condiziona l’accesso ai contenuti del sito all’accettazione obbligatoria di tutti i cookie e i tracker da parte dell’utente. A differenza dei tradizionali cookie banner, che permettono agli utenti di esprimere un consenso granulare selezionando quali tipi di cookie accettare e quali rifiutare, il cookie wall non offre questa possibilità. L’utente si trova di fronte a una scelta binaria: accettare tutti i cookie, compresi quelli non strettamente necessari per il funzionamento del sito, o rinunciare completamente all’accesso ai contenuti.

I cookie wall sono legali?

Il Garante Privacy nelle sue Linee guida sui cookie e altri strumenti di tracciamento ha dichiarato che l’utilizzo dei cookie wall è illecito. Secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), il consenso deve essere libero, specifico, informato ed inequivocabile, garantendo agli utenti la libertà di scegliere quali dati personali condividere e in quali contesti. Tuttavia, l’illiceità dei cookie wall viene meno qualora il sito offra un’alternativa per accedere ai suoi servizi o contenuti senza la necessità di consentire l’uso di cookie o altri strumenti di tracciamento. Quest’ipotesi è da verificare caso per caso.

I paywall sono un’alternativa?

Di fronte alle problematiche etiche e legali sollevate dai cookie wall, i paywall si presentano come un’alternativa potenzialmente più rispettosa della privacy degli utenti. A differenza dei cookie wall, i paywall limitano l’accesso ai contenuti premium di un sito web mediante un abbonamento a pagamento o l’acquisto di un accesso una tantum, senza costringere gli utenti ad accettare cookie non essenziali. Questo modello di monetizzazione offre agli utenti la libertà di scegliere esplicitamente di pagare per i contenuti, anziché “pagare” con il proprio consenso al tracciamento online.

Attualmente, in merito alla questione dei paywall, siamo in attesa dei risultati dell’istruttoria condotta dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, la quale sta analizzando le strategie implementate da alcuni editori italiani per assicurarne la compatibilità con la legislazione vigente in materia di privacy.